Toni Moretto e le ceramiche "Lo Scricciolo"

1929-2011
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Il mondo dell'arte ha perso un vero artista, una persona divertente, generosa e onesta. Nelle sue statuine sapeva trasporre l'innocenza nello sguardo di un bambino, l'amore nell'abbraccio di una mamma, l'allegria negli occhi di un malandrino, la felicità nello sguardo sognante di una ragazza, tutti gli stati d'animo dell'essere umano erano contemplati nel suo mondo d'argilla, fuorchè in qualche rara opera, Toni non rappresentò le pene dell'essere umano, io credo perchè già la vita c'è le propone quotidianamente e non valeva la pena di rappresentarle anche nelle sue figure, lui preferì riempire le nostre case di buoni sentimenti e di allegria.
Danilo Rigon

Nato a Monticello Conte Otto il 24 giugno 1929.
Già da piccolo si divertiva a modellare la creta che trovava nei campi del suo paese e così la passione lo portò ad ottenere la maturità artistica a Venezia, i suoi compagni erano personaggi come Licata, Celiberti, Parmeggiani, De Luigi e altri artisti che sarebbero diventati poi famosi.
Pur avendo la possibilità dopo gli studi di insegnare disegno preferì iscriversi ai corsi di ceramica che si tenevano a Vicenza dove insegnava il pittore Otello De Maria e lo scultore Giordani.
Frequentò così i corsi per circa due anni dopo di chè dovette partire per la leva nel 1951.
Durante i corsi Otello De Maria notò le sue capacità plastiche e fu così che gli propose di andare a lavorare nella ditta Ceramiche Palladio in Via San Marcello a Vicenza, che era proprio in quegli anni in via di costituzione, oltre Otello De Maria nella conduzione della ditta partecipava Gigi Tomasi che però non era un ceramista ma un attore.
Oltre a Toni Moretto cominciò nello stesso periodo anche Giovanni Duso, nel corso degli anni la ditta si ingrandì fino ad arrivare a una quindicina di dipendenti. La produzione della Palladio spaziava dai piatti decorativi con soggetti zoomorfi, vedute di Vicenza alle figurine modellate interamente o parzialmente a mano.
Nel 1957/58, Toni Moretto andò a lavorare da Girardi presso le Ceramiche Diana a Vicenza in zona San Bortolo, la Toni ebbe l'opportunità di avere a disposizione uno studio tutto suo dove preparare i modelli ma anche i pezzi unici in totale libertà, nello stesso periodo ebbe l'opportunità di fare una mostra a Verona con le Ceramiche Diana, questo denota la connotazione artistica della produzione.

Nel 1958/59, finalmente Toni Moretto assieme a Giovanni Duso e Adriano Colombo, uscirono dalla "Diana" e fondarono a Milano "Lo Scricciolo" Milano per vari motivi dava loro delle possibilità in più di potersi fare largo tra la concorrenza che anche a quegli anni era molto "agguerrita", il primo anno passò non privo di difficoltà ma la perseveranza fece loro attraversare questo periodo e finalmente cominciarono gli anni buoni, la produzione era prevalentemente fondata sui pezzi unici interamente o parzialmente realizzati a mano, seppure venissero ripetuti in serie non vi era un pezzo che potesse essere uguale ad un altro. I pezzi erano prevalentemente realizzati in terraglia tenera ma anche in refrattario ed il decoro era realizzato a colori sotto cristallina sia opaca che lucida.
Rimasero così a Milano fino ad agosto 1962, poi si trasferirono a Longara nella riviera Berica dove costruirono un capannone, in quel periodo cominciarono a partecipare alla fiera di Milano e fu così che iniziarono ad esportare anche all'estero specialmente negli Stati Uniti dove Toni Moretto andò anche per fare delle dimostrazioni in negozi specializzati per far conoscere al pubblico come i pezzi venivano realizzati, la fortuna loro fu anche quella di incontrare un importatore che oltre ad essere un buon compratore era un amante del "made in Italy" anche per le sue origini italiane, la ditta era la Franco Neri Inc. di New York che aveva un negozio nella prestigiosa 5°. Strada, il cliente investì molto denaro nella promozione dello Scricciolo aumentandone così il valore aggiunto dei pezzi, ogni più piccolo articolo era firmato e accompagnato da un libricino/garanzia con la presentazione dell'azienda. Il cliente arrivò addirittura ad offire allo Scricciolo un "bonus" se riuscivano a produrre di più, richiesta comunque piuttosto ardua da soddisfare visto la grande sensibilità e capacità richiesta per produrre oggetti di così alto contenuto artistico. Molti di questi pezzi erano scenette di vita comune e umoristiche che la capacità del Moretto riusciva ad animare e dare un'espressività che riesce a generare nella persona che lo guarda simpatia e spesso un sorriso, si può dire che "ceramica umoristica" sia la sua definizione più azzeccata.
Tornando alla produzione di quegli anni, gli Stati Uniti furono per Lo Scricciolo il mercato che fece maturare anche a livello commerciale la loro offerta e così cominciarono ad esportare anche in Australia e Giappone continuando ad essere invitati per dimostrazioni in gallerie e negozi di importanti città. Così lo Scricciolo riuscì a portare in molte case del mondo non solo il "made in Italy" ma soprattutto oggetti che danno a chi li possiede gioia e simpatia.
Lo Scricciolo cessò la sua attività nel 1993.

Danilo Rigon - Dicembre 2002, io e Toni Moretto.